Il settore dell’autotrasporto si prepara a una protesta di grande impatto: Trasportounito ha annunciato un fermo nazionale a partire dal 31 marzo 2025, una decisione definita come “obbligata” per fronteggiare una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto.
Le motivazioni del fermo: imprese sotto pressione
La protesta nasce da un mercato fortemente condizionato da normative inefficaci e da pratiche scorrette che danneggiano le imprese. Molte aziende del settore sono ormai schiacciate dall’indebitamento e da una committenza che, secondo Trasportounito, esercita un pressing volto a ostacolare il cambiamento e a far fallire ogni forma di mobilitazione.
L’obiettivo di questa protesta è chiaro: ottenere regole più eque per il mercato, migliorare la sicurezza, affrontare il problema della carenza di conducenti e pianificare adeguatamente la funzionalità delle infrastrutture.
Trasportounito contro le intimidazioni
Trasportounito si è dichiarata pronta a contestare, anche singolarmente, qualsiasi forma di intimidazione o pressione irregolare da parte della committenza, evidenziando il problema di pratiche scorrette che impongono vincoli inesistenti e mettono le imprese in condizioni di sottomissione.
Un settore in crisi che chiede risposte concrete
La situazione attuale evidenzia un bisogno urgente di interventi per:
- Riequilibrare il mercato e garantire una concorrenza leale.
- Introdurre misure efficaci per affrontare la carenza di conducenti, una delle principali criticità del settore.
- Pianificare con maggiore attenzione le infrastrutture, essenziali per il funzionamento del trasporto su strada.
Il fermo nazionale, indetto da Trasportounito, rappresenta un grido d’allarme di un intero settore che chiede risposte e azioni concrete. Per rimanere aggiornati sull’evolversi della protesta e sulle iniziative di Trasportounito, è possibile seguire i canali ufficiali dell’organizzazione.
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