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Becchi: Sampdoria nel mio cuore, cacciate via l’allenatore

Prof. genovese Paolo Becchi (foto repertorio fb)

Sampdoria nel mio cuore. Ho vissuto la stagione indimenticabile di Vialli e Mancini, poi il ricordo di Cassano e Pazzini, poi ancora qualcosa e ora una lunga e prolungata agonia, con una società che fa quasi rimpiangere “er viperetta” dal quale peraltro è cominciato il declino.

Giocatori che non sanno cosa voglia dire lottare, che non sono degni di indossare la maglia che indossano, con un allenatore che non ne azzecca una neppure per sbaglio, e che dopo il tre a zero andrebbe subito cacciato con un calcio nel sedere se non fosse che ne abbiamo già cambiati un sacco.

Ma non è un motivo per continuare a tenerlo lì, nell’attesa di una nuova sconfitta con lo Spezia.

Se proprio non sapete chi metterci, metteteci Palombo e saprà almeno dare un minimo di coraggio alla squadra e ai tifosi che non meritano tutto questo. Sì, i tifosi della Samp non possono essere umiliati in questo modo.

Ogni partita dovrebbe esser giocata come l’ultima dal primo all’ultimo minuti, con rabbia e orgoglio.

La squadra dovrebbe essere in ritiro sino alla fine della stagione con impossibilità di uscire dal ritiro.

Allenamento continuo con lavaggio del cervello utilizzando psicologi e intelligenza artificiale.

Studio della squadra da affrontare con esperti di calcio. Divieto assoluto per i giocatori dell’uso del cellulare e la televisione usata solo per studiare gli avversari.

Esonerate subito, immediatamente, l’allenatore e Palombo può guidare la squadra con un supporto di psicologi capaci di applicare al calcio l’ intelligenza artificiale.

Si gioca con le gambe ma poiché la squadra è quella che è, giochiamo almeno con il cervello. Prof. Paolo Becchi

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