“Strano che un’esperta di comunicazione come l’assessore Cavo incorra in certi scivoloni. Nessuno qui ha criticato il contributo straordinario al Carlo Felice, che la Regione sta per deliberare. Tant’è che nella nostra precedente nota lo abbiamo definito un fatto positivo. Semmai critichiamo l’attuale gestione della Fondazione e al contempo evidenziamo il rischio che tale contributo svanisca in un buco di bilancio da oltre 30 milioni di euro“.
Lo ha dichiarato oggi il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino replicando all’assessora Ilaria Cavo (Lista Toti).
“Ieri l’assessora – ha continuato Pastorino – mi ha accusato di polemizzare con toni allarmistici su un’emergenza, secondo lei ‘superata’.
Tuttavia, l’assessora tenta di mischiare l’acqua col vino e, invece di restare nel merito delle nostre conclusioni, cerca maldestramente di farmi passare per il ‘cattivo’ della situazione.
Come dire: ‘cattivo consigliere Pastorino, che è contro il finanziamento straordinario’.
Non è affatto così. Al contrario, ci saremmo aspettati da lei, che è al governo della Regione, un’attività di controllo più appropriata circa l’andamento gestionale della Fondazione.
Poi, salta a piè pari la domanda più scomoda. Ossia: perché il rappresentante della Regione nel consiglio di indirizzo della Fondazione ha votato contro l’approvazione del bilancio?
Purtroppo le risposte rimangono sempre 2. O il commissario non ha riferito all’assessore. O l’assessore non conosce la reale situazione.
Ma forse esiste anche una terza possibilità: che sia invece il delegato regionale a non aver capito la situazione, bocciando conti ritenuti in ordine dai suoi diretti superiori istituzionali.
Ma allora, visto che stiamo parlando del più importante atto di gestione di un ente, il bilancio, ci aspetteremmo delle decisioni drastiche dell’assessore nei confronti del consigliere nominato in Fondazione.
E invece nulla di tutto questo. Ciò conferma che per la giunta è meglio non occuparsi troppo del Carlo Felice. Basta concedere ogni tanto qualche elargizione e lasciar fare al Comune di Genova, che interviene con richieste incomprensibili come il bando per il direttore amministrativo a tempo indeterminato, vera e propria novità nell’assetto organizzativo del teatro.
Comunque prendiamo per buono l’invito dell’assessore. Oltre ad attendere la risposta alla nostra interrogazione, chiederemo l’audizione in commissione dei vertici della fondazione e delle organizzazioni sindacali: in quell’occasione esamineremo riga per riga non solo la relazione della Corte dei Conti, ma anche quelle del Collegio dei Revisori al Bilancio 2018 e del Commissario straordinario del Governo per le Fondazioni Lirico Sinfoniche.
A proposito, l’assessora ci accusa di far circolare dati vecchi, superati. E allora oggi citiamo i più recenti, come quelli della II° Relazione Semestrale 2019 del Commissario straordinario del Governo. Vedrà che parliamo a ragion veduta e facciamo i conti con la realtà.
In merito al Teatro Carlo Felice, infatti, il Commissario ha riferito: ‘Seppure i dati trasmessi sulla gestione mostrino dei segni di miglioramento in raffronto ai precedenti esercizi, permangono comunque alcune gravi debolezze sia nelle performance gestionali (commerciali e operative) che in quelle relative alla struttura finanziaria e patrimoniale, con uno stock debitorio che a fine 2018 rimane ben superiore alle previsioni dell’ultima integrazione del Piano di risanamento, ed un livello del patrimonio netto ancora distante da quanto il Piano medesimo poneva come obiettivo’.
Inoltre, ha spiegato che sul fronte patrimoniale i due principali indici sono fortemente disallineati e in peggioramento rispetto alla previsione del Piano […] Il patrimonio netto (pari a 22,8 milioni di Euro) presenta uno scostamento negativo dell’11% e i debiti totali (pari a 33,6 milioni di Euro) sono di quasi 5 milioni di Euro superiori alle stime pianificate (+16,41%)”.