Il quotidiano locale di Genova oggi dà notizia sulla richiesta da parte di Marco Cappato e della sua organizzazione rivolta alla Regione Liguria di discutere e approvare nel consiglio regionale della Liguria una legge sul “fine vita” simile a quella approvata in Toscana.
Certo, il governatore ligure Marco Bucci non ha bisogno del mio parere, ma mi permetto qualche rapida osservazione.
Sarei pronto a una discussione più ampia, ma ormai sono “pensionato”, al di fuori del dibattito pubblico. Non mi resta che scrivere.
Prima osservazione: la legge di Regione Toscana potrebbe essere contestata e il Governo potrebbe sollevare presso la Corte Costituzionale il conflitto dí attribuzione.
Insomma, quella legge potrebbe essere una forzatura incostituzionale perché tocca un aspetto di diritto penale che fiorisce dalle competenze regionali.
Seconda osservazione: la Consulta si rivolge nelle sue sentenze sempre al Parlamento e mai alle Regioni, anche perché su un tema così sensibile una disparità di trattamento sarebbe incostituzionale.
Bucci dunque farebbe bene a non procedere nella direzione di una legge regionale.
Però il Parlamento dovrebbe attivarsi non con una legge ad hoc come vorrebbe la Corte, ma solo modificando l’art. 580 del Codice penale, depenalizzando l’aiuto al suicidio proprio partendo dalle condizioni poste dalla stessa Corte.
In definitiva, bisognerebbe sì andare nella direzione indicata dalla Corte, ma senza fare quello che la Corte vorrebbe. Prof. Paolo Becchi