Un recente articolo riferisce che, in fatto di contravvenzioni, “Genova è la quarta città d’Italia per incassi, con oltre 35 milioni nel 2023”. Tali contravvenzioni, riguarderebbero, in parte il superamento dei limiti di velocità, in parte (soprattutto) le soste vietate.
Orbene, tralasciando la questione sulla tipologia, consistenza e destinazione degli introiti derivanti da tale attività sanzionatoria comunale, procedo ad una insolita generale riflessione sul come le Autorità comunali paiono intendere & soprintendere all’ economica funzione.
Un primo tema di riflessione riguarda le cosiddette life skills: in specie, la capacità di relazionarsi col prossimo da parte di chi svolge una funzione pubblica. Infatti, oltre all’ adempimento burocratico in sé, tale capacità concretizza l’ effettiva qualità civica della funzione.
Detto fatto, sotto l’ aspetto relazionale, l’atteggiamento/comportamento medio del sanzionatore ricorda a tratti il vigile dell’omonimo film del 1960.
Un secondo analogo tema riguarda la capacità di giudizio (scomodando l’ epichéia dall’ Grecia antica): la capacità, oltreché di non-impersonificarsi nella funzione (qualunque essa sia), di applicare flessibilmente la disposizione in ragione della presupposta finalità normativa.
Sotto l’ aspetto della flessibilità, quando le lecite argomentazioni del trasgressore di turno, dinanzi ad una contravvenzione ritenuta dubbia, ottengono dal sanzionatore l’ inflessibile e sbrigativa risposta: “faccia ricorso”, l’esito inequivocabile è una impersonificazione burocratica che, ironizzandoci su, d’un balzo conduce dal Codice della Strada al “cercavi giustizia ma trovasti la legge” di un Francesco De Gregori del 1978.
Un terzo e ultimo tema riguarda le decisioni istituzionali, laddove un limite di velocità ir-ragionevolmente basso (ad esempio 50 km/h) dinanzi ad una strada diritta e scorrevole non tarda a far trasgredire anche l’automobilista iper-disciplinato, tanto più quando, in lontananza, l’ appostato sanzionatore punta l’ autovelox.
Concludendo con ironia, chissà se alla fine il numero delle contravvenzioni corrisponde alla presenza di automobilisti effettivamente scapestrati, di sanzionatori inflessibili o di dispositivi intelligenti che, malgrado ciò, dinanzi alle variabili da traffico urbano, fanno un unico mazzo di disciplinati & indisciplinati. Massimiliano Barbin Bertorelli
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