“E’ il solito ritornello delle sinistre. Non avendo argomenti seri per contestare il candidato a sindaco per il centrodestra Pietro Piciocchi, la candidata a sindaco per il centrosinistra, che non ha ancora gettato la finta maschera di ‘civica’ ed è soltanto uno specchietto per le allodole, se ne esce col ‘partigiano Giotto’ e col terrore dei ‘fascisti’ alla guida della Città di Genova, di Regione Liguria e del Governo nazionale.
Cosa abbia a che fare l’avvocato Piciocchi con il fascismo però non lo spiega.
La verità è che il suo programma è un elogio del progressismo vuoto di idee e che lei ha dietro il vecchio apparato del Pd, rimasto indietro al 30 giugno 1960. Infatti, anche per questo, non ha il coraggio di accettare il dibattito e il confronto pubblico sulle idee e sui grandi temi per il futuro di Genova (la capiamo perché ormai con i suoi alleati formano una coalizione inesistente).
Ecco perché a loro non resta altro che puntare sulla logora carta dell’antifascismo in assenza di fascismo.
Oggi non c’è più bisogno di un 30 giugno e dei ‘Signori del No’, ma di continuare la politica seria e del fare per lo sviluppo della nostra città e il benessere dei genovesi”.
Lo hanno dichiarato stamane il vice segretario della Lega Liguria Alessio Piana e il commissario provinciale della Lega di Genova Renato Falcidia.
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